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Lealtà, coraggio e tenacia: La Nazionale di Calcio Amputati

Un esempio di vita che permette a diciotto ragazzi di realizzare il loro sogno.Oggi vi vogliamo raccontare di una Nazionale e di un gruppo di ragazzi che hanno scelto lo sport e il calcio in particolare, per raccontare la loro vita, per coltivare i loro sogni e diffondere un messaggio di coraggio: parliamo della Nazionale italiana di Calcio Amputati.

Fondata ufficialmente nel 2012, possiamo definirla una Nazionale Social, data la modalità con cui i tesserati sono venuti in contatto e si sono conosciuti. Tutto è nato da un'iniziativa di un ragazzo di 16 anni, Francesco Messori - Messi per amici e compagni - che grazie all'aiuto della madre, ex calciatrice, è riuscito nella sfida di riunire, far conoscere e dare speranza a persone che vivono la loro vita con una gamba sola causa malformazione genetica, malattia o incidente.

Navigando su internet è riuscito a scoprire che all'estero le nazionali calcio amputati sono realtà affermate e che la disciplina di calcio amputati esiste ormai da una ventina di anni; esiste anche una Federazione Internazionale.

Così Francesco decide di formare una squadra di persone con una gamba sola.

Ma come metterle in contatto? Qui interviene la tecnologia 2.0 e i social network capaci di raggiungere persone sparse in tutto il mondo e in tutta Italia in questo caso.
Il Messi italiano fonda un Gruppo su Facebook e invita i più a farsi avanti così da poter far nascere una squadra di calcio a tutti gli effetti; dai 9 del primo ritiro, il numero è sempre cresciuto e l'8 dicembre 2012 con 18 tesserati, viene fondata la Nazionale di Calcio Amputati.

La nazionale è reduce dai Mondiali in Messico, andati in scena dal 30 novembre all'8 dicembre, che ha visto la compagine russa trionfare con i pari dell'Angola per Tre reti ad Una. I nostri ragazzi sono riusciti nell'impresa di qualificarsi primi nel girone, considerando che giocano insieme da due anni, ma sono usciti agli ottavi di finale ai rigori in una gara tiratissima contro la nazionale di Haiti.
Al di là del risultato sportivo va premiata la caparbietà e la voglia di vivere di questi ragazzi, campioni fuori e dentro il campo.

Riteniamo possano essere un esempio di lealtà, coraggio e tenacia, capaci di lanciare messaggi di speranza sia a persone portatrici di handicap, sia a sportivi che a persone comuni che dalla grinta, dalla decisione e dalla carica di questi ragazzi possono solo imparare.

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