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Sport 3.0, un Centro Studi (anche) per gli stili di vita

Si è tenuto sabato 15 novembre a Firenze, presso il Palagio dei Capitani di Parte Guelfa, il convegno “Lo sport come stile di vita in Europa; esperienze a confronto”, per l’occasione allestito come lo spogliatoio di una squadra: una squadra unita e affiatata. Si è trattato di un’iniziativa organizzata dalla Sport 3.0 Foundation, che rientra nel novero di quelle promosse dall’ANG – Agenzia

Nazionale per i Giovani, nell’ambito del Semestre Europeo di Presidenza Italiana. Ad aprire i lavori il presidente di Sport 3.0 Foundation, Fabio Pagliara, cui hanno fatto seguito gli interventi di Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega agli Affari Esteri, Giacomo d’Arrigo, Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e Francesco Soru, Capo Gabinetto del CONI. Interventi asciutti, veloci, chiari e diretti, che non hanno superato (come lo spirito della giornata prevedeva) i 5 minuti ciascuno. Dopo i saluti iniziali, Bruno Ruscello ha illustrato il percorso della Fondazione “Sport 3.0” e sono stati svelati anche i dati relativi a una indagine commissionata all’Eurispes, circa la pratica sportiva (effettiva) in Italia, che soffre di continui abbandoni.

Si è poi dato il via ai quattro “panel” (ognuno caratterizzato da un colore distintivo); nel Path Verde hanno dato il proprio contributo la senatrice Josefa Idem e il presidente FIDAL, Alfio Giomi; è stata poi la volta di Marcello Marchioni e Luigi De Siervo; di Enzo Corso e Alberto Cei, Clara Gonnelli, Eugenio Giani, Danilo Moriero. Nel Panel Blu Eugenio Patané, presidente della commissione sport della regione Lazio, ha parlato di sport e cittadinanza. Poi è stata la volta di Renzo Bellomi, di Federico Serra, presidente di Sport Without Borders Italy, Roberto Ghiretti, Roberto Maxia e Marco De Ponte, Luca Corsolini e Guido Martinelli. Cecilia D’Angelo, direttrice territorio e sport CONI, ha aperto il Panel Giallo basandosi sul concetto di fare squadra. Poi ha passato la palla a Dino Curcuruto, Diana Bianchedi, Giuseppe Fatati, Cristina Vicinanza, Lina Musumarra e Antonio Crosato.

Il panel finale, caratterizzato dal colore rosso ha visto gli interventi della direttrice EAC in Commissione UE, Chiara Gariazzo, del deputato Filippo Fossati, di Antonio Urso, presidente nazionale Federpesistica, di Pierluigi Matera, vice procuratore generale Sport, Cristina Casentini, Patrizia Minocchi, Alessandro Tappa e Marco Spaggiari. Le conclusioni sono state affidate a Domenico Repetto, tra i fondatori di Sport 3.0 Foundation, che ha indicato i tre concetti chiave emersi grazie ai contributi, preziosi, di tutti gli intervenuti: lo sport come generatore sociale; come media company e come volano capace di mettere in luce l’aspetto trasparente, autentico e vero delle persone.

L’evento - svoltosi con il patrocinio di CONI, CIP, ANCI, Comune di Firenze e Sport Modello di Vita/ANG – porterà alla produzione di un documento ricco di proposte e darà il via al Centro Studi 3.0, che ha l’ambizione (e non l’arroganza) di produrre a cadenza annuale dei contributi significativi per la sfera dirigenziale e sportiva nazionale, mettendo al centro gli stili di vita e l’aspetto sociale che lo sport riveste nel nostro paese.

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